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Il Vivaismo viticolo friulano di VITIS

La prima Joint Venture tra il vivaismo viticolo australiano e VITIS, vivaisti di S.Giorgio di Richinvelda (Pordenone)

La prima Joint Venture tra il vivaismo viticolo australiano e VITIS,
vivaisti di S.Giorgio di Richinvelda (Pordenone) 


Una nuova avventura interessa il Vivaismo viticolo friulano, perché VITIS di S.Giorgio della Richinvelda, tra i protagonisti nel mondo nella produzione di barbatelle e portinnesti in Italia, ha stretto un importante accordo commerciale con SAVII, Società australiana che distribuisce materiale vivaistico ai viticoltori australiani.


Tutto iniziò qualche anno fa quando Antonella Lovisa, figlia di Atanasio Lovisa, presidente della cooperativa VITIS, intraprendendo un viaggio in Australia, conobbe Philip Deverell , manager del “Nursery” (vivaio) del SAVI (South Australian Vine Improvement Incorporating).


Nacque un dialogo e un confronto tra diversi tipi di viticoltura, agli estremi del mondo, da cui trarre importanti spunti di riflessione per il miglioramento della propria viticoltura.


L'Australia sappiamo essere il più importante esportatore di vini al mondo, dopo l'Italia, la Francia e la Spagna. Domina i mercati anglosassoni con vini con un ottimo rapporto qualità prezzo, con un evidente packaging (abbigliamento delle bottiglie) e soprattutto con strategie di marketing vincenti.


“Nello sviluppo viticolo australiano – spiega Philip Deverell - necessita però materiale vivaistico di qualità e soprattutto certificato sanitariamente. Infatti il terribile insetto che nell'800 distrusse i vitigni europei, la filossera, si insidia pericolosamente nei vigneti australiani e dobbiamo assolutamente importare buoni portinnesti nei nostri vigneti”.


Per questo il SAVII ha inviato Philip Deverell, che ha individuato nei vivai VITIS di S.Giorgio della Richinvelda il miglior fornitore di materiale vivaistico certificato e adeguato alle richieste australiane.


“In particolare – spiega Stefano Farinelli, direttore di VITIS – abbiamo concluso un contratto per vendere a SAVI le selezioni clonali FEDIT, cedutoci da Giuseppe Tocchetti (Padova), che comprende oltre a cloni di vitigni internazionali quali Chardonnay, Pinot Grigio, Merlot e Cabernet, altri di vitigni autoctoni italiani, molto richiesti in Australia per diversificare il patrimonio ampelografico”.


“Il nostro intento – spiega Philip Deverell, non è quello di copiare i vini italiani, ma avere una biodiversità, che manca all'Australia, per motivi storici e culturali e che invece ci può insegnare molte cose soprattutto dal punto di vista qualitativo. Per far questo il materiale prodotto da VITIS è senz'altro il migliore”.


“Questo incontro tra il mondo vitivinicolo australiano e il nostro – conclude Atanasio Lovisa, presidente VITIS – apre nuove vie alla conoscenza, porta noi piccoli e assidui viticoltori di pianura a confrontarci con il Nuovo Mondo e le sue innovazioni”.

 

 

La gamma di prodotto è adeguata alle richieste del mercato italiano: comprende oltre 150 varietà di uve da vino, 15 portinnesti, piú di 300 cloni, con una produzione di circa 10 milioni di innesti talea messi a dimora annualmente suddivisi in piú di 1.000 combinazioni d´innesto.

 

Dopo 25 anni di attività, VITIS ha consolidato la sua posizione in Italia con circa il 10% di quota di mercato a dimostrazione di professionalità e imprenditorialità non comuni.

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