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LA SCIENZA AL SERVIZIO DELLA QUALITÀ

VITIS Rauscedo collabora con istituti di ricerca e costitutori per la selezione e la riproduzione dei migliori capostipiti nell’ambito delle popolazioni varietali.

VITIS Rauscedo collabora con istituti di ricerca e costitutori per la selezione e la riproduzione dei migliori capostipiti nell’ambito delle popolazioni varietali.

Con il prof. Leonardo Valenti è stato concordato un programma di lavoro a seguito di un’apposita convenzione con il DI.PRO.VE. dell’Università di Milano, a cui sono seguite analoghe convenzioni con altre istituzioni coinvolte nel progetto in base alle esigenze operative: Istituto di San Michele all’Adige e Istituto di Patologia Vegetale dell’ U.C.I. “Scienze e Tecnologie Agroindustriali e Agroambientali” dell’Università degli studi di Bologna).

I campi di selezione

Con l’innesto dei presunti cloni su piante rivelatrici di virus, è stato realizzato in Friuli un campo di selezione sanitaria, a Codroipo.Mentre i campi di selezione clonale mediante verifica comparata dei presunti cloni sono stati realizzati per ciascuna varietà in aree viticole tipiche della varietà stessa. Pertanto si è resa necessaria la collaborazione con oltre 20 aziende in 14 regioni per testare i presunti cloni per gli aspetti agronomici. Le prime microvinificazioni sono state realizzate dal dott. G. Nicolini nella Cantina sperimentale di San Michele all’Adige. La raccolta delle uve delle varietà regionali italiane più significative ha dato l’occasione per collaborare ad un progetto di ricerca sui polifenoli che vede coinvolto il dott. F.Mattivi.

Quest’anno sono state realizzate nella nostra cantina 130 microvinificazioni.

Ciascuna corrisponde ad un presunto clone che si avvicina alla meta della omologazione per costituire nei prossimi anni la base genetica della nostra moltiplicazione vivaistica.

Le varietà principali allo studio sono: Primitivo, Negroamaro, Malvasia nera, Aglianico, Greco, Fiano , Falanghina, Malvasia bianca di Candia, Trebbiano toscano, Piedirosso, Nero d’Avola, Cesanese, Malvasia puntinata, Grechetto, Lambrusco Salamino, Sangiovese, Colorino, Nebbiolo, Moscato bianco, Moscato di Scanzo, Montepulciano.

In Friuli e nel mondo

VITIS Rauscedo è socia di Ersagricola in Friuli, chegrazie al lavoro di selezione clonale del dott. Augusto Fabbro omologa con continuità cloni di una vasta gamma varietale.

Sono compresi i vitigni internazionali che in Friuli hanno trovato la loro seconda patria, ma anche altri regionali come il Teroldego e gli autoctoni friulani.

Abbiamo acquistato in Francia cloni del “costitutore” ENTAV-INRA e realizzato campi di piante madri anche nei terreni che circondano la sede.

Coltiviamo annualmente un vivaio di 100.000 barbatelle di base per conto di alcuni Nuclei di premoltiplicazione: delle Marche, dell’Emilia Romagna e dell’Umbria.

Si aggiunge il mantenimento come costitutore e la moltiplicazionedelle barbatelle di base dei cloni “Fedit” e di alcune nuove costituzioni, che ci sono state affidate dal DI.PRO.VE: i cloni di Sagrantino di Caprai, i cloni di Verdicchio serie Colli di Jesi, la premoltiplicazione dei cloni di Montepulciano in corso di omologazione.

Sono stati acquistati cloni dall’Università di Milano, dal Nucleo di premoltiplicazione dell’Emilia Romagna per le costituzioni clonali delle Università di Bologna, di Piacenza e di Perugia, dal Consorzio Frutticoltura di Cagliari per i risultati delle università di Cagliari e di Sassari.

E’ stata ottenuta la moltiplicazione in esclusiva dei cloni di Sagrantino registrati dal DI.PRO.VE insieme all’azienda Caprai di Montefalco.

I cloni VITIS Rauscedo frutto del programma di ricerca verranno progressivamente omologati.

Trattamenti sanitari e qualità delle barbatelle

Una barbatella di qualità deve rispondere a requisiti estrinseci, cioè si deve presentare ben selezionata per gli aspetti biometrici e fisiologicamente matura e ben conservata.

Allo stesso tempo deve rispondere a requisiti intrinseci, cioè assicurare un contenuto sanitario e genetico rispondenti al dichiarato e di valore superiore alla media dei materiali riproducibili.

Da due anni è stato avviato un nuovo programma, suggerito dal prof. Valenti, che contribuisce a rafforzare gli obiettivi di qualità delle barbatelle ed allo stesso tempo a migliorare la qualità ambientale: si tratta di un’assistenza continua ai vivai per la razionalizzazione e la riduzione degli interventi antiparassitari.

Si è costituito un gruppo di lavoro composto dal nostro referente scientifico prof. Valenti e da tecnici esperti delle malattie della vite e degli interventi antiparassitari necessari per curarle. Sono Marco Tonni di Brescia, Pierluigi Donna dello studio S.A.T.A. ed Enzo Mescalchin dell’Istituto Agrario di San Michele all’Adige.

Pierluigi Donna, agronomo, è il capofila del gruppo di lavoro che ha partecipato ad un progetto di indagine relativo agli interventi in vivaio.

Diversi gli obiettivi; sanità, qualità, economicità, sostenibilità ambientale della produzione vivaistica. Si è lavorato, fra gli altri, con Enzo Mescalchin che coordina l’assistenza tecnica trentina.

Il vivaista reagisce, scegliendo i suoli più adatti, tenendo lontane le infestanti (pacciamatura o chimica), attuando una difesa fitosanitaria intensa ed attenta. Noi abbiamo cercato anche soluzioni alternative, da offrire alla VITIS Rauscedo, molto contando anche sulla sostenibilità ambientale, valutando meglio le interazioni fra ambiente, cultivar e patogeni. Ovvero adattare l’intervento al rischio che si corre; le soglie di danno sono valutate con criteri diversi dalla viticoltura tradizionale, ma comunque vanno individuate. Punto positivo è la gestione cooperativistica dei mezzi meccanici e della difesa in genere, passando per l’acquisto centralizzato dei materiali. Unico neo è la necessaria maggiore attenzione ai tempi di intervento.

VITIS Rauscedo ha risposto a questo progetto ponendo delle condizioni; quali la condivisione e il coinvolgimento di tutti i soci, e la regola di non attuare una sperimentazione fine a se stessa ma con finalità pratica. L’applicabilità di eventuali nuovi strategie, hanno inoltre detto i soci di VITIS Rauscedo, deve essere affrontata per gradi per ridurre i rischi.

Abbiamo visto quale era la spesa per fitofarmaci ed altri prodotti (corroboranti, coadiuvanti, ecc), di cui alcuni certamente inutili e costosi; l’impiego di manodopera (spesso l’operatore non valuta il costo del proprio lavoro); il livello di impatto ambientale che non sempre viene considerato; la tipologia delle attrezzature, (es. cannoni che sparano lateralmente la miscela per i trattamenti in vivaio, che se non ben direzionati, in caso di vento, creano difformità di distribuzione).

Dall’analisi abbiamo dedotto che le condizioni fitosanitarie reali erano già buone, con alcune difficoltà nella velocità della diagnosi dell’insorgenza di nuovi problemi. Al di fuori del vivaio abbiamo seguito l’impianto presso i clienti, per verificare l’adattabilità delle piantine. È capitato che le barbatelle incombessero in epidemie importanti, ma non erano dovute al vivaio, se non al fatto che arrivassero in campo eccessivamente pulite e quindi senza nessuna barriera capace di frenare l’azione dei parassiti; anche questo aspetto va giustamente valutato.

Abbiamo collaudato modelli di difesa a livello progressivo di impatto (frequenza e dosi), abbiamo così verificato dove si trovava il limite, e come eventualmente recuperare situazioni in parte compromesse (sia in termini di molecole adatte che di tempistica).

È emerso che è fondamentale monitorare in modo continuo. C’è anche una geometria della vegetazione capace di indurre meno problemi, poi le interrelazioni con le concimazioni, le irrigazioni e le cimature.

Occorre, in ambito VITIS Rauscedo, una forma di coordinamento interno e non solo esterno. Dobbiamo meglio tarare la logistica degli acquisti e della distribuzione dei prodotti; serve un miglior aggancio con le strutture di ricerca per avere risposte più pronte non appena insorgono determinati problemi.

Occorre poi, in generale, essere attenti alla salute degli operatori ed all’ambiente. Alcuni comuni cominciano ad essere diffidenti verso situazioni di viticoltura così intensiva, e bisogna meglio organizzarsi ma anche meglio dialogare con le realtà locali. I giovani in VITIS Rauscedo non mancano, si tratta di dar loro delle motivazioni maggiori per continuare a lavorare in questo settore.>>

Oggi la sostenibilità ambientale è ai primi posti nell’opinione pubblica e quindi anche nei criteri della grande distribuzione; su questo fattore inoltre molto si basano i giudizi di preferibilità dei consumatori.

 

 

La gamma di prodotto è adeguata alle richieste del mercato italiano: comprende oltre 150 varietà di uve da vino, 15 portinnesti, piú di 300 cloni, con una produzione di circa 10 milioni di innesti talea messi a dimora annualmente suddivisi in piú di 1.000 combinazioni d´innesto.

 

Dopo 25 anni di attività, VITIS ha consolidato la sua posizione in Italia con circa il 10% di quota di mercato a dimostrazione di professionalità e imprenditorialità non comuni.

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